Cambodia

Dopo tre giorni accompagnati dalla nostra guida, Chhang, e dal suo cognato autista (nome ignoto), tornando all'aeroporto ha proposto di portarci a casa e farci conoscere la sua famiglia.

"Come si chiama il tuo villaggio Chhang?"
"Nella vostra lingua si chiamerebbe Zenzero" (Chhang parlava un ottimo italiano).
Dopo due giorni di escursioni tra templi in mezzo alla giungla abbiamo accettato volentieri.

Il villaggio era così piccolo e la lingua cambogiana così complessa (non è presente su Google traduttore) che non sono più riuscito a rintracciare il luogo su nessuna mappa.

La famiglia di Chhang è stata molto gentile con noi e abbiamo avuto modo di vedere più da vicino le tipiche abitazioni del posto (delle palafitte praticamente).
Quell'interessante persona nell'ultima foto della galleria è proprio la Sig.ra Mamma Chhang, e dietro di lei, Zenzero.

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